Escort news, articoli, opinioni, recensioni

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Un’accompagnatrice non riesce a smettere di lavorare…

Quando una donna decide per propria scelta di fare la escort o l’accompagnatrice, viene spontaneo domandarsi, soprattutto per chi non frequenta il loro ambiente o per chi non conosce minimamente questo “mondo” apparentemente dorato, se prima o poi una di loro riesce a smettere questa attività. Senza entrare nel merito della loro scelta, senza formulare nessun tipo di giudizio, ad una prima analisi è abbastanza scontato rispondere alla domanda con un secco “NO“.

Il motivo di questa affermazione così sicura e convinta risiede in molti aspetti che sono strettamente legati all’attività di una escort, al mondo in cui vive, alle frequentazioni quotidiane e anche ad alcuni aspetti psicologici che non vanno trascurati. Senza diventare troppo prolissi, una escort di buon livello NON smette mai la sua “brillante” attività per una serie di motivi che cercheremo di elencare di seguito:

·    Indubbiamente non è facile iniziare e quindi, come quasi sempre succede, quando l’inizio è difficile poi è complicato fare retromarcia, in particolare se si guadagnano cifre considerevoli.
·    Essere l’oggetto del desiderio crea dipendenza: mille uomini che Ti desiderano sempre sono un elemento irrinunciabile per quasi tutte le donne.
·    Il poter “tariffare” ogni momento trascorso in compagnia di un uomo crea un potere assoluto e una forte dipendenza. Nella vita di tutti i giorni questo non è possibile!!!
·    La possibilità di chiudere ogni incontri alla scadenza del tempo pattuito, è una grande libertà: evita di dover discutere, spiegare, motivare tante cose.
·    Essere al centro dell’attenzione di ogni persona che una escort incontra rappresenta un “lusso” che non tutti possono permettersi.
·    Disporre di denaro senza dover fare tutti i giorni i conti per poter arrivare a fine mese non è cosa da poco.
·    Sapere di essere al centro dei pensieri quotidiani di molte persone che si incontrano, è davvero un privilegio, soprattutto quando si ha la consapevolezza che molte di queste persone farebbero “pazzie” per un nuovo incontro.
·    Sapere che ci sono molti uomini “innamorati”, rappresenta un enorme stimolo: più uomini si innamorano, più una escort guadagna - questa è l’equazione vera.
·    E poi, come trascurare un aspetto determinante? Se una escort decide di “sparire” o di non farsi più trovare, non basta solamente spegnere il cellulare e nessuno più Ti trova!!! Vi sembra poco?

Anche se sembrerà cinico e troppo semplicistico tutto questo, la realtà e davvero questa. Purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, nessuna escort e/o accompagnatrice smette. MAI.

Scabrosa storia di un escort: Carne e Anima

Su molti siti internet si trovano esclusivamente annunci di donne escort, professioniste dell’accompagnamento. Tuttavia come molti sanno questo tipo di servizio viene svolto in larga parte anche dagli uomini.

Per questo abbiamo voluto dedicare un articolo ad un libro destinato a fare scalpore nella scena letteraria italiana: Carne e Anima, ad opera di Luca Scandaletti (pseudonimo).

Una precisazione doverosa però: il protagonista del romanzo autobiografico NON è un escort in senso stretto. Come recita testualmente il sottotitolo del libro, è un “Marchettaro”, un prostituto insomma. Il termine Escort però fa capolino sporadicamente, rivelando un utilizzo del termine che si sposa con il senso comune, ma che tradisce un errato uso estensivo dello stesso.

Sfumature etimologiche, sia chiaro. Ciò che conta, in fondo, è il contenuto del libro, che attraverso la cruda (crudissima) cronistoria dei menage sessuali del protagonisti traccia un profilo non incoraggiante della sessualità del popolo maschile fiorentino (a Firenze è appunto ambientato il libro).

Attraverso un calvario fisico e, soprattutto mentale e di coscienza, Luca Scandaletti disegna con un climax ascendente l’infanzia problematica, il suo ingresso nel mondo della prostituzione, fino a giungere al culmine della depravazione nell’ultimo capitolo “Sodoma e Gomorra”, inquietante cornucopia delle più estreme pratiche sessuali gay/bisex.

Alla fine del romanzo il lettore è disorientato. Lo scrittore ben utilizza quel talento innato che è dato dall’iperrealismo (non vi sono scene lasciate all’immaginazione del lettore), riesce assai bene nell’intento di gettare sgomento l’animo prima innocente di chi legge. Tuttavia vi è una pecca gigantesca. Come molti romanzi autobiografici, il protagonista si crea una realtà ad personam ed estende la pur interessante introspezione a TUTTO il mondo esterno, quasi a trovare, paradossalmente, una finalità morale e moralizzante per la sua opera. Quella che viene presentata come Firenze è in realtà la SUA Firenze, filtrata dagli eccessi, dall’estremo e da figure che non sono necessariamente quello che sono nella quotidianità (padri di famiglia, imprenditori…).

Ma è la sua realtà.

Rivelazioni agenzia escort: Stati Uniti nel panico

Il 6 febbraio, in america, potrebbe essere ricordato come il Judgement Day che sancisce l’ormai indissolvibile legame tra sesso, potere e soldi tra le le più autorevoli figure dell’economia e della politica americana. E’ in quel giorno infatti che Manhattan Madame (al secolo Kristin Davis) ha rilasciato una bollente intervista ad ABC NEWS durante il programma 20/20.

Nel corso dell’intervista Madame, ad un anno dal fallimento della sua agenzia Wicked Models una delle più importanti agenzie escort Newyorkesi (quasi 15.000 clienti),  che ha portato all’arresto della responsabile Kristin Davis, rivela nomi eccellenti tra cui banchieri e investitori della Lehmann Brothers rei non tanto di aver goduto delle grazie di escort di lusso, ma di aver preteso il “rimborso spese” dai loro datori di lavoro e partner commerciali. Il tutto documentato da una sorta di libro nero digitale (in formato Excel).

Gli ingredienti per uno scandalo epocale ci sono tutti: soldi, sesso, droga, personaggi influenti tirati in ballo. Il giro di denaro intorno all’agenzia si stima fosse di oltre 200.000 dollari la settimana e alla sig.ra Kristin “Manhattan Madame” Davis, all’indomani del suo arresto, veniva imposta una cauzione di ben 475.000 dollari.

La scioccante vita di una escort è diventata una serie Tv targata FOX

Da Febbraio su FOX Life la serie Tv “Diario intimo di una squillo perbene“, tratto dal romanzo di successo Secret Diary of a Call Girl”, che narra le vicende di Belle De Jour (bella di giorno, interpretata da Billie Piper).

Escort di lusso di notte, insospettabile segretaria di giorno, narra in prima persona il caleidoscopio di personaggi maschili che orbitano intorno al suo patinato e perverso mondo: poeti, politici, sadici, raccontati e delineati con rara maestria letteraria.

Belle non chiede legittimazione tantomeno comprensione, fa questo lavoro per soldi e per il gusto del sesso. Che il fare la spregiudicata (nel vero senso della parola) prostituta sia il veicolo più sicuro per scappare dal noioso personaggio quotidiano non è che una gustosa conseguenza.

Una curiosità: il nome della protagonista, Belle De Jour tradisce ben più che un tributo all’omonima blogger inglese vincitrice del premio The Guardian per il miglior blog. Da esso infatti, dopo un cospicuo contratto con Weidenfeld&Nicholson, fu tratto il romanzo da cui è prelevato gran parte del materiale visionabile nella serie FOX LIFE:

La linearità della storia (fondamentalmente un susseguirsi di menage sessuali con gli uomini più improbabili) viene gustosamente spezzata dal filosofeggiare della escort con la socia Stefanie (interpretata da Cherie Lunghi), dalla “praticante” Babi, dal legame con Ben, migliore amico della protagonista e unico depositario del segreto della sua doppia esistenza e da una combattuta storia d’amore con Alex (Callam Blue).

La domanda che lo spettatore si pone è: ma le escort non si autoimpongono l’assenza di qualsiasi relazione o sentimento? “Diario intimo di una squillo perbene” getta ben più di un’ombra su questo apparentemente incrollabile postulato.

Ammanettò escort norvegese: Boy George condannato

Boy George, popstar famosa negli anni 80 con il gruppo da lui capeggiato “Culture Club” e che ha lasciato ai posteri gioiellini quali “Do you really want to hurt me” e “Karma Kameleon” è stato giudicato colpevole della violenza perpetrata ai danni di un ragazzo escort di nazionalità norvegese.

La condanna, immediatamente esecutiva, lo ha portato senza alcuna scorciatoia nel carcere di Pentonville (UK), in un braccio di sicurezza, protetto dalle aggressioni che potrebbero giungere da altri detenuti. Il cantante rimarrà nel carcere per tutti i 15 mesi della condanna.

I fatti che hanno portato Boy George davanti ad un tribunale risalgono ad Aprile 2007 e fecerò un veloce giro delle redazioni di tutto il mondo, internet inclusa. A denunciare l’ex cantante ora indiscussa icona gay del mondo dello spettacolo, la vittima stessa, tale Audun Carlsen, modello ed escort.

Non sono chiare le origini dell’episodio, giochi sessuali? vendetta? rabbia? sequestro? , ma secondo quanto poi confermato dagli inquirenti, Boy George ammanettò l’escort ad un termosifone, trattenendolo bloccato per svariate ore, non senza prima aver inflitto violenza fisica e psicologica al malcapitato Audun, invitato a casa del cantante per un servizio fotografico osè.