Escort news, articoli, opinioni, recensioni
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Gran Bretagna: padre in manette, cercava di donare una ‘escort’ al figlio…
Questa notizia c’entra relativamente poco/nulla con il mondo delle escort che raccontiamo su questo sito internet. Però è troppo curiosa e divertente perchè non trovi spazio anche qui su Magica Escort.
Gli attori della vicenda, realmente accaduta in Gran Bretagna sono:
- Un padre 42 enne inglese di origini polacche
- Una prostituta (quindi NON una escort ma una prostituta di quelle che lavorano sui viali)
- La stessa prostituta che si è scoperto essere un’agente in borghese
- Il giudice Johnathan Teare
La storia potrebbe fare da soggetto di un cortometraggio umoristico: un padre, il giorno del compleanno del figlio 14enne che presumibilmente ha già tutto ciò che un teenager può chiedere, ha la bella idea di iniziarlo alle gioie del rapporto uomo-donna regalandogli una nottata con una “escort”.

Fatta una rapida selezione “a vista” nelle vie della città, ne sceglie una. Segue una rapida e consueta contrattazione e la squillo sale a bordo. Pochi istanti dopo la sorpresa: la squillo è una poliziotta sotto mentite spoglie. Le manette per l’uomo scattano immediatamente.
La pena di 10 mesi prevista è stata però sospesa dal giudice Teare in virtù del comportamento solitamente ineccepibile dell’uomo. La corte inoltre ha lasciato che padre e figlio continuino a convivere. La comprensione e tolleranza della giuria non hanno risparmiato all’uomo una bella ramanzina:
Lei ha il dovere di prendersi cura di suo figlio e di provvedere al suo benessere morale e questo non significa iniziarlo alle vie del sesso attraverso una prostituta.
Escort Life di Grazia Visconti - presentazione libro
Sulla scia del progressivo successo mediatico di tematiche legate alle escort, alle accompagnatrici e ai gigolò, celebrate da libri, film e fiction made in Usa, presentiamo oggi un’interessante romanzo inchiesta dal titolo “Escort Life: inchiesta sul mondo delle squillo e dei gigolò su internet” di Grazia Visconti, edito da Aliberti Editore.

Basato su un triennio di ricerche e interviste questo saggio esplora dal punto di vista dei “professionisti” questo mondo. Un mondo, manco a dirlo, il denaro è l’unica moneta ammessa per avviare scambi umani che il mondo dei sogni ha sempre presentato come gratuiti: una chiacchierata, una serata al ristorante, amore e sesso.
Denaro che se un lato svilisce e iper razionalizza ogni contatto, dall’altro ne certifica l’importanza per moltissimi clienti, spesso insospettabili: donne sole, uomini distinti e non, ricchi e poveri. Escort e gigolò raccontano loro stessi, raccontano il mondo in cui operano, raccontano i clienti (rigorosamente senza fare pericolosi outing).
La scrupolosità dell’indagine viene avvalorata dall’intervento di numerose personalità di spicco tra sessuologi e psicologi chiamate a elargire opinioni e considerazioni: da Willy Pasini a Paolo Crepet, da Ornella Muti a Raoul Bova, da Dino Risi a Fabrizio Frizzi e molti altri.
La conclusione dell’indagine, si sbilancia l’autrice, porta al considerare questa epoca come l’epoca del noleggio e dell’ostentazione fine a se stessa: amore e sesso sono beni strumentali di cui è possibile acquisire il “possesso” anche per breve tempo. Internet, in uno dei suoi lati oscuri, permette anche questo.
Marien, escort per disabili a Barcellona
Cinica sfruttatrice o -come lei asserisce- fornitrice di un utile servizio sociale? il dibattito è aperto e le polemiche suscitate dall’intervista rilasciata da Marien prostituta indipendente di Barcellona alla rivista spagnola El Mundo non accennano a placarsi.
Un successo prima economico e ora anche mediatico, quello riservato dal destino all’avvenente (nonostante i suoi 48 anni) escort spagnola: in pochi giorni il suo sito personale ha dovuto sospendere l’attività a causa dei milioni di contatti che hanno fatto letteralmente saltare la banda del server. Ma cos’ha di speciale Marien rispetto alle centinaia di colleghe in terra iberica? Semplice, offre i suoi “servizi” esclusivamente a soggetti disabili (o diversamente abili).

Era facile quindi prevedere che questa scelta di marketing suscitasse polemiche, accuse di cinismo, e dibattiti estesi rapidamente in tutta Europa. Bollare la graziosa Marien di opportunismo però sarebbe troppo semplicistico e qualunquistico: pur ammettendo l’origine totalmente economica della scelta è anche vero che è sorta osservando il rifiuto categorico delle altre escort di operare con soggetti portatori di handicap.
Freddamente, ma non senza una punta di orgoglio personale, Marien definisce uno “scambio” il suo servizio. Calcolatrice, sicuramente, ma per questo anche priva di quell’odioso pietismo e finta misericordia che riveste spesso le opere umanitarie per autoelezione. L’arma vincente di Marien quindi è trattare i suoi clienti come se fossero clienti “normali”: un prezzo da pagare (non trattabile), prestazioni prestabilite, tempi precisi.
Soderbergh racconta il mondo delle escort nel suo nuovo film
Il regista Steven Soderbergh ha scelto come soggetto per il suo nuovo, imminente, film “The Girlfriend Experience” il mondo delle escort di lusso, call girl da 10.000 dollari a notte raccontato attraverso un’accompagnatrice tutto-incluso impersonata da Sasha Grey, attrice hard poco nota al pubblico mainstream ma protagonista di decine di film e action-scene (singole scene poi montate all’interno di film contenitore tematici) nonchè gettonatissima nei vari tube-cloni adult sparsi per la Rete.
Il film, senza eccessivi colpi di scena e con un tocco -esagerato- di autoindulgenza e autocompiacimento, narra le vicende quotidiane della protagonista e dei personaggi che le ruotano intorno: un’esistenza fatta di soldi -tanti- facili e sregolatezze (almeno per il comun pudore).

Soderbergh si muove con mestiere con la macchina da presa in mano, quindi non si rilevano pecche di tipo tecnico. La trama semplice è orientata al puro sostegno dei virtuosismi del regista e dell’avvenente starlet protagonista. Nessun grande nome tra gli attori di contorno ma questo, in un film che nasce volutamente come un’operazione provocatoria (tanto provocatoria da lasciare un retrogusto moralistico che in certi momenti infastidisce persino) non si rivela una grande pecca.
Ciò che stupisce, più che altro, e che porta ad una seppur rapida riflessione è: perchè nell’ultimo periodo il mestiere più antico del mondo torna ad ispirare il cinico estro di scrittori e registi del piccolo e grande schermo? Stiamo assistendo alla liberazione dagli eccessivi stereotipi moralistici dell’ultimo ventennio? Siamo testimoni di una nuova ondata di femminismo da rivista volta a donare onore a donne che nell’immaginario comune sono sfruttate e vittime della gold-chain cui si sono legate? O forse, in tempi di grave recessione economica, i media stanno cercando di svenderci “anti eroi moderni” che grazie alla fortuna (”The Millionaire”, Danny Boyle) o al loro corpo (”The Girlfriend Experience”, Steven Soderbergh) si rendono immuni dalla crisi della terza settimana e dall’assillo di bollette e creditori?
